Sciamanesimo

pratiche e rituali

Origine della parola

Sciamano viene da una parola “saman” della lingua evenki, la più parlata nel grande gruppo delle lingue tunguse settentrionali (regioni siberiani, mongole e cinesi). L’evenki oggi è una lingua in via di estinzione, saman sembrava voler dire “eccitato, mosso, preso da entusiasmo”.
Inizialmente in antropologia si usò “sciamanesimo” per riferirsi alle religioni indigene della Siberia e le parti confinanti dell’Asia. Poi il concetto si allargò per indicare le pratiche religiose di culture indigene animiste, cacciatrici-raccoglitrici o nomadi, non alfabetizzate.

Definizione di sciamanesimo secondo l'Associazione Mana

Sono delle pratiche magiche e rituali dove si raggiungono condizioni ampliate di coscienza, al fine di percepire e interagire con forze spirituali per curare, aiutare, orientare e proteggere.

Quando inizia?

500.000 anni fa Homo erectus frammenti di ossi accanto ai morti.
Paleolitico superiore ( dal 40.000 a. C.): grotte in Europa con affreschi che sono stati interpretati come “arte sciamanica” (ci sono esempi in tutto il mondo).

Il modello generico

La chiamata sciamanica: prima di diventare sciamano, riceve una “chiamata da parte degli “spiriti”, se si nega si ammala, oppure acquisisce la vocazione e certi poteri dopo una guarigione operata da uno sciamano, o viene indicato come successore all’interno di un clan.
La morte e resurrezione sciamanica: cambia la sua struttura energetica e personalità, viene smembrato, spolpato e ricomposto, viaggia nel mondo di sotto e nel mondo di sopra.
Il viaggio sciamanico: un “viaggio nel mondo degli spiriti”, che lo sciamano compie con modalità di volta in volta differenti, a volte anche per mezzo di piante enteogene (da entheos e genesthai = che ha Dio al suo interno).

Lo sciamanesimo tradizionale

Lo Sciamano è un maestro della divinazione e della guarigione, è in grado di recuperare Anime o frammenti di anime perdute, di guidare le Anime dei defunti verso la loro dimensione, di localizzare ed estrarre dal corpo malato intrusioni psichiche, di liberare le persone dalle possessioni, di indicare alla propria tribù dove ci sono fonti di cibo e di proteggerla dai nemici.
Solo qualcuno che abbia la capacità ed i mezzi per entrare in contatto con gli spiriti e le entità, aprendo un varco e affrontando un “viaggio” nel loro mondo o chiamandoli attraverso la trance a incorporarsi, può trovare la soluzione ai problemi, lo sciamano è dunque un “ponte” tra il mondo terreno e gli altri piani.

Gli stadi della sessione sciamanica

(NB: i passaggi sotto indicati sono modelli generici, ogni sciamanesimo ha processi e caratteristiche peculiari).

Con trance
Con stato psichico alterato che permane per tutta la durata del “viaggio” o della sessione ci possono essere:

metamorfosi: lo sciamano agisce con un altro corpo energetico o si trasforma durante il viaggio nell’animale che lo protegge e da cui deriva il proprio potere oppure incorpora entità;

ricerca: per es. gli spiriti degli animali da cacciare, chiede consigli agli antenati, ma compie anche durante il viaggio combattimenti contro entità o contro altri sciamani.
Se incorpora gli spiriti che lavorano attraverso il suo corpo guariscono, consigliano, risolvono i problemi del gruppo o del singolo, proteggono;

ritorno: lo sciamano rientra dal “viaggio” con le soluzioni, oppure torna dalla trance di incorporazione alla sua condizione ordinaria e racconta i viaggi che ha fatto mentre il suo corpo era “prestato”.

Senza trance
(sebbene possano esserci delle modificazioni di coscienza):

  • invocazione ed uso di strumenti mantici (divinatori) e rituali per stabilire una connessione con gli spiriti e con l’anima della persona, vedere la natura del problema e cosa è indicato fare;
  • operazioni di pulizia energetica o di estrazione del disturbo o di esorcismo;
  • operazioni di infusione di forza e di assestamento della persona nella nuova condizione.

Quanti sciamanesimi?

Nel mondo latinoamericano troviamo:

Sciamanesimo tradizionale etnico tribale con trasmissione orale.

Neosciamanesimo urbano new age
Rielabora le fonti indigene, si introducono concetti di tradizioni orientali e scientifici (fisica quantistica, neuroscienze psicologia); trasmissione con fonti scritte e mediatiche, vengono tolti gli elementi violenti e selettivi; non ha preclusioni di genere, età, colore, classe, dottrina religiosa di provenienza; ricomposto per un pubblico occidentale globalizzato con manuali e teorie.

Sciamanesimo urbano moderno popolare
Sincretico, dove nei culti si mescolano influenze di differenti tradizioni sciamaniche con altre cattoliche, della new age, e dell’esoterismo, ecc. (es. Messico,Venezuela, Brasile), spesso non produce scritture teoriche.

Perchè c'è una domanda di sciamanesimo?

Medici, psichiatri, psicoterapeuti, fisici, ecologisti se ne interessano, non è solo territorio di antropologi.
Via di guarigione: per disturbi mentali, emozionali, fisici.
Via socio-politica: propone dei modelli ecologici per l’interazione uomo-natura.
Via di individuazione spirituale: ricerca di significato, di espansione della coscienza, strumento di aiuto per ritrovare momenti rituali nelle crisi di passaggio e di identità (per es. dalla adolescenza all’età adulta, vita di coppia, nascita figli; menopausa; lutti e preparazione morte).

Perchè funziona?

Lo sciamanesimo funziona anche nell’uomo metropolitano perché lavora con le strutture arcaiche del cervello.

La teoria dei 3 cervelli
I 3 cervelli sono l’eredità che abbiamo ricevuto dai rettili, dai mammiferi e dai primati. Ognuno ha la propria specifica intelligenza, la propria memoria, e senso del tempo e funzioni specifiche.
Quindi si può vedere il mondo attraverso 3 mentalità differenti, ma due modalità (la rettile e la mammifera) non conoscono il linguaggio parlato, conoscono invece il linguaggio corporeo ed emozionale, tutti i cervelli hanno una loro specifica intelligenza e coscienza.

Ipotesi

Qualsiasi azione per il cambiamento che agisca solo a livello verbale o dove il coinvolgimento emozionale e corporeo con i 5 sensi sia scarso, influenza prevalentemente la neocorteccia, non va a lavorare sulle strutture cerebrali che innescano la reazione emotiva e non incide sul comportamento ripetitivo.
Affinché si imprima un nuova informazione neurale e si aprano altri circuiti sinaptici occorre un forte coinvolgimento che sappia parlare anche al cervello mammifero e rettile.

Ecco perché i rituali sciamanici funzionano: agiscono secondo le modalità delle strutture arcaiche del cervello e nello stesso tempo soddisfano attraverso la modalità immaginale, artistica e verbale anche il livello neocorticale.

Da un punto di vista della neuroscienza gli stati alterati di coscienza comportano un rimodellamento delle reti neurologiche.
A livello biochimico ci deve essere una scarica elettrochimica attraverso le sinapsi.
L’ipotesi è che le esperienze spirituali, gli stati alterati di coscienza attivino specifiche aree del cervello e che producano un’integrazione di vie nervose che danno luogo ad un nuovo modo di pensare e di sentire.

Benefici

Stimolazioni positive nella pratica di strumenti derivati dallo sciamanesimo:

  • comprendere come funzione la psiche e come agire sui cervelli arcaici;
  • usare strumenti di diverse tradizioni funzionali a percorsi per la salute e l’ampliamento della coscienza se integrati nel nostro universo simbolico ed adattati al nostro ambiente;
  • favorire il recupero ed il confronto con le nostre tradizioni;
  • attivare processi positivi di scambio fra culture con arricchimenti evolutivi reciproci.

Come scegliere il rituale giusto

Si deve individuare il tema su cui la persona ha bisogno di trovare soluzioni, ossia quale sarà l’obbiettivo del rituale.
In base all’obbiettivo ed alla personalità del cliente si sceglie quali sequenze rituali sono appropriate. E’ il rituale che si deve adattare al cliente e non vicecersa.
Quindi non si tratta di usare degli standar formalizzati e determinati, ma nell’ascolto vedere quali passi possono essere fatti.

Perchè i rituali possono essere strumenti per il counseling?

In questi ultimi anni si è visto uno sviluppo del counseling basato su un tipo di consulenza interattiva fra il counselor ed il cliente, che non è solo centrata sul colloquio ma che introduce anche altri strumenti provenienti da discipline diverse, quali la meditazione, il reiki, la pittura, pratiche di riequilibrio energetico, ecc.
Il counseling parte dal presupposto che ogni persona possegga dentro di sé, spesso senza che se ne renda conto, le risorse necessarie per risolvere i problemi che gli si presentano. Pertanto il counselor ha come compito di aiutare l’altro a utilizzare il suo potenziale servendosi di tutte quelle tecniche che sono appropriate ad attivarlo in modo che la persona prenda le decisioni migliori per il suo benessere.
Siamo convinti che anche i sistemi rituali e simbolici possono essere un attrezzo ulteriore ed importante nella relazione di aiuto, poiché sono azioni, con gesti, pensieri e parole che sono vincolate ad aprire una connessione con uno spazio psichico “sacro” , dove si passa da una condizione ad un’altra.
Per spazio psichico sacro intendiamo quel luogo interiore, dove la persona incontra veramente ciò che gli importa, che gli dà senso e trova le forze che l’aiutano ad affrontare i cambiamenti della vita, per questo li definiamo rituali evolutivi.
I rituali ci hanno accompagnato fin dall’homo abilis e sono presenti in tutte le nostre sfere sociali, non soltanto religiose, basti pensare alla politica o allo sport o a certe ricoorenze come il carnevale.
Quindi il comportamento rituale è qualcosa che l’individuo riconosce facilmente, è nella sua filogenetica psichica. In altre parole l’architettura cognitiva del cervello in situazioni di pericolo, di forti pressioni ambientali e in genrale in situazioni di crisi e di cambiamento cerca risposte attraverso processi rituali.
Il counseling con rituali evolutivi non è vincolato a correnti spirituali, sebbene attinga da esse come dallo sciamanesimo ed in genere da fonti etnografiche.

Cosa mira a determinare un rituale evolutivo

  • Orientamento ed ordine interiore
  • Maggiore comprensione di se stessi
  • Sicurezza

La struttura del rituale evolutivo
Il sistema simbolico usato nel rituale deve essere comune fra counselor e cliente, deve saper parlare al suo sistema di credenze ed alla sua storia, evocando forze archetipiche , in modo che sia portatore di significati trasformativi. Ossia il counselor deve essere in grado di sviluppare con il cliente un processo di ritualizzazione creativo. Il rituale o gli atti simbolici vengono concreati in una forma che il cliente sia in grado di accettare e di drammatizzare con pieno coinvolgimento ed intensità emotiva.
La bussola di riferimento è data da:

  • simboli orientanti (forme portatrici di significati);
  • collegamento con il mito personale;
  • testo rituale (soggetti, dialoghi, azioni, costumi, oggetti, ambienti e luoghi) che evochino nuovi comportamenti.

Quali tipologie di rituali si possono usare nel counseling

Rituali di passaggio
Sono quelli in cui si passa da una condizione di coscienza, di status sociale o familiare, di abilità ad un’altra più funzionale nella nuova condizione di vita della persona.
Ad esempio:
prepararsi alla nascita di un figlio,
il passaggio nel mondo degli adulti,
lasciare un lavoro per uno nuovo,
sposarsi,
l’addio ad un defunto.

Il rito di passaggio avviene il più delle volte in tre fasi:

  • separazione (l’individuo è isolato dal gruppo) = crisi o morte es. Il taglio dei capelli quando si iniziava il servizio di leva;
  • liminalità = tempo gestazionale. Siamo ormai separati dalla condizione precedente ma non si è nella nuova;
  • reinserimento = rinascita o reincorporazione con un forte senso di appartenenza alla nuova realtà di se stessi.

Rituali di iniziazione che fanno parte di quelli di passaggio
Normalmente servono per entrare in un gruppo cambiando il proprio status sociale ed identitario che porta ad un cambiamento della condizione esistenziale, è una morte simbolica a cui segue una nuova vita.
Nel counseling possono essere fatti rituali che rappresentino il raggiungere nuove condizioni di indipendenza o di risveglio di nuove attitudini ed abilità che impregnino la personalità.

Come scegliere il rituale giusto

Si deve individuare il tema su cui la persona ha bisogno di trovare soluzioni, ossia quale sarà l’obbiettivo del rituale.
In base all’obbiettivo ed alla personalità del cliente si sceglie quali sequenze rituali sono appropriate. E’ il rituale che si deve adattare al cliente e non vicecersa.
Quindi non si tratta di usare degli standar formalizzati e determinati, ma nell’ascolto vedere quali passi possono essere fatti.

Si effettuano rituali e lavori sciamanici su appuntamento.
Per informazioni contattare Celso:
celso@associazionemana.it – 393 9431706